Descrizione

Annalisa Pellegrini, soprano
Oh Yun Woo, pianista

Il concerto vuole offrire lo spunto per scoprire una produzione artistica che, nel corso del tempo, è stata considerata “minore”, non tanto per la qualità della produzione stessa, quanto per la quantità. Sappiamo che, nella storia della musica, spesso i compositori sono uomini e che le figure femminili di riferimento sono rare e, solitamente, afferiscono all’olimpo delle esecutrici. Questo per diverse e numerose cause tra cui, in primis, le abitudini sociali che offrivano una resistenza importante all’istruzione ed emancipazione femminile. In realtà, seppure in numero ridotto rispetto agli uomini, le donne compositrici sono sempre esistite. Per citarne alcune, importantissime anche per la loro produzione: Ildegard Von Bingen in epoca medioevale e Barbara Strozzi nel ‘600 veneziano.

Il focus di questo concerto proporrà alcune delle donne compositrici più importanti degli ultimi due secoli: Clara Schumann, Gilda Ruta e Cecile Chaminade, in omaggio a stili compositivi diversi influenzati anche dalle appartenenze geografiche delle tre compositrici. In ultimo il concerto sarà chiuso da due liriche di Francesco Paolo Tosti, non in contrapposizione con le opere femminili precedentemente presentate, ma in giustapposizione: un omaggio alla figura femminile in musica a tutto tondo che, da compositrice, si trasformerà in musa ispiratrice di un immaginario poetico e romantico tipicamente italiano.

Sappiamo che già Clara Schumann fu, essa stessa, musa ispiratrice del marito Robert, ma fu anche valente pianista e compositrice. I due si conobbero in casa di Clara, poiché Robert era allievo del padre della compositrice. Clara fu donna forte, moglie appassionata, madre presente, che mai però abbandonò la passione per la musica. Acclamata concertista da giovane, seppe oscurare la sua carriera musicale in favore del marito ma fu nuovamente la musica che permise a Clara, alla morte di Robert, di sostentare la famiglia e godere di una vita dignitosa.

Diversa invece la produzione di un’altra grande pianista che si colloca a cavallo tra i due secoli ‘800 e ‘900: Gilda Ruta. Forse dovuto anche al sangue mediterraneo che le scorreva nelle vene, le produzioni della Ruta denotano un lirismo più intenso e tipico dello stile italiano che ritroviamo anche nelle composizioni pianistiche. Figlia d’arte, anche Gilda Ruta, scomparsa poi nell’oblio e oggi nuovamente alla ribalta grazie agli studi di Giovanni Vigliar (che ne ha editato una approfondita biografia), fu donna forte e apprezzatissima musicista della sua epoca. Spesso recensita nelle cronache giornalistiche napoletane, fu apprezzatissima anche all’estero e divenne ricercata come pianista solista in orchestra dal Maestro Arturo Toscanini per le produzioni americane.

Cecile Chaminade, anch’essa pianista e compositrice, iniziò a scrivere musica all’età di 8 anni, brillante musicista, Georges Bizet la definì “il mio piccolo Mozart”. Fu la prima donna compositrice ad ottenere la Legion D’Onore in Francia e, ad oggi, è ricordata per essere stata colei che diede origine al genere della Chanson francese portata poi ai massimi vertici da Edith Piaf. La sua produzione è caratterizzata da leggiadria e serenità, da uno stile accattivante e raffinato. L’opera più eseguita in assoluto è il Concertino per flauto e pianoforte op.10, brano d’eccellenza per la letteratura flautistica internazionale.

Programma:

Clara Schumann (Lipsia, 1819-Francoforte sul Meno, 1896) Quattro Liriche op 13, 2 preludi e fughe op.16 – Pianoforte
Gilda Ruta (Napoli, 1856-Manhattan/New York, 1932) Tre Liriche, Allegro Appassionato
Elsa Olivieri Sagiacomo Respighi (Roma, 1894-Roma, 1996) Quattro liriche Liriche, dai “Rubayat” di Omar Kayam
Cecile L.S. Chaminade (Parigi 1857-Montecarlo 1944) Ballade op.86
Francesco Paolo Tosti (Ortona, 1846-Roma, 1916) Tre liriche su testi di Gabriele D’Annunzio

 

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